Torino - Pianezza - Druent - Venaria

Le foto - Archeologia tranviaria

Località toccate dalla linea:
Torino, Cravetta, Pianezza, Savonera, Druent, Lucento, Venaria.

Tranvia a vapore con scartamento ordinario, concessionaria la Società delle Tranvie Occidentali.

 
1884: Aperte le linee da Torino per Pianezza e Druent
1888: Aperta la linea per Venaria
1929: Subentra la STEP (Società Trazione Elettrica Piemontese) dei fratelli Ghigo
1930: le linee vengono elettrificate.
1951: le linee vengono chiuse.
1954: la STEP confluisce in SATTI, che ne impiega i veicoli sulla linea Torino - Giaveno.

Il percorso cittadino partiva dal capolinea di Piazza Statuto, prosegue in Via Cibrario, Corso Tassoni, Corso Altacomba, Via Pianezza.
Nel 1901 il percorso viene così modificato: Piazza Emanuele Filiberto (Porta Palazzo), Corso Regina Margherita, Corso Principe Eugenio, Piazza Statuto, Via San Donato, Corso Tassoni, Corso Altacomba, Via Pianezza.
In occasione dell'elettrificazione il percorso viene rettificato: Piazza Emanuele Filiberto, Corso Regina Margherita, Corso Tassoni, Corso Altacomba, Via Pianezza.

Tempi di percorrenza:
- Trazione a vapore Torino - Pianezza: 50 minuti
- Trazione a vapore Torino - Druent: 51 minuti
- Trazione a vapore Torino - Venaria: 43 minuti
- Trazione elettrica Torino - Pianezza: 40 minuti
- Trazione elettrica Torino - Druent: 44 minuti
- Trazione elettrica Torino - Venaria: 35 minuti
- Autobus di oggi Torino - Pianezza: 45 minuti
- Autobus di oggi Torino - Druento: 56 minuti
- Autobus di oggi Torino - Venaria: 48 minuti

Nel 1905 il costo dei biglietti di 2ª classe per Pianezza era di 40 centesimi, per Druent era di 40 centesimi e per Venaria era di 20 centesimi. 

Secondo alcune fonti, il servizio tranviario ufficialmente cessato nel 1951, sarebbe proseguito quanto meno come supporto agli autobus fino al 1954, proprio a causa della scarsa disponibilità di questi ultimi. Di questo fatto non ho riscontri documentali, anche se spiega perchè i tram delle tre linee non siano stati ceduti prima: diversamente sarebbero stati fermi in deposito per tre anni e questo pare strano perchè la SATTI, appena avuti a disposizione, li ha immediatamente utilizzati sulla linea per Giaveno in quanto i veicoli erano ancora in buone condizioni.


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